Perché Lancia è arrivata ad avere la sola Ypsilon solo per l'Italia. La storia dagli anni 90 ad oggi.


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Se gli anni ottanta furono per la casa automobilistica Lancia un fiorire di successi, non altrettanto lo furono gli anni novanta. Dopo il lancio della Dedra, che fu un'automobile dal brillante successo commerciale (tant'è che a partire dal 1994 sarà affiancata dalla variante SW), le vendite della casa torinese diminuirono sensibilmente. A determinare questa crisi vi furono alla base diversi aspetti: in primis la concorrenza straniera sempre più agguerrita, ma anche l'uscita della Lancia dal mondo delle corse creò delusione e un certo dispiacere tra i fedeli del marchio. In più, sempre in quel periodo, venne chiuso e venduto alla carrozzeria Maggiora, lo stabilimento Lancia di Chivasso, arrecando così un ulteriore danno d'immagine, per quella che per tutti ormai era divenuta la casa di Chivasso. Testimoni di questa crisi della casa torinese furono il debutto della seconda generazione della Delta, che non riuscì ad eguagliare il successo commerciale della prima serie (seppur venduta in diverse unità e prodotta nella variante tre porte, il progetto nasceva ormai vecchio) e quello della berlina d'alta gamma Lancia K (dalla quale verranno tratte in seguito le varianti: coupé, Limousine e SW), che chiamata a svolgere un compito assai difficile, quale quello di accogliere l'eredità della Thema, fece registrare risultati al di sotto delle aspettative (in modo particolare al di fuori del mercato italiano), nonostante i forti investimenti messi in campo dal Gruppo Fiat per quanto concerne le campagne pubblicitarie. La nuova ammiraglia, infatti, pur essendo dotata di buoni equipaggiamenti fu accusata di non possedere certe soluzioni e qualità tecnologiche di altri modelli concorrenti nel segmento. Ma anche di non avere, accanto a quello spiccato tono di eleganza, quelle doti sportive che tanto avevano reso celebre il brand all'estero tra i decenni settanta – ottanta. Comunque, nonostante le difficoltà, la Lancia riuscì in questo periodo ad entrare nel mercato delle grandi monovolume. Grazie all'accordo col gruppo PSA commercializzò a partire dal 1995 il Lancia Z, e riuscì a mantenere ottimi livelli di vendite nel settore delle city car con la produzione della Lancia Y (1995-2003).


Alla vigilia del nuovo millennio il Gruppo Fiat venne travolto da una grave crisi commerciale, finanziaria e tecnologica, che mutò profondamente le ipotesi legate a un rilancio del marchio Lancia; già dalla metà degli anni novanta alle prese con una sempre più crescente crisi di immagine e di mercato, rispetto alla quale i vertici Fiat nutrivano da tempo delle aspettative che ne avrebbero permesso una sua rinascita all'insegna del comfort e dell'eleganza. Tuttavia, nell'ottica di una visione connessa alla riduzione dei costi, nonché a una auspicata riorganizzazione della produzione per marchi, l'allora dirigenza del Gruppo scelse di intraprendere la strategia di rinviare alcuni progetti Lancia a tempi migliori; con il conseguente stop a una sostituta della Delta, che di fatto determinerà il quasi definitivo tramonto della vocazione sportiva della casa (consegnando il testimone delle automobili sportive in esclusiva alla rivale del gruppo l'Alfa Romeo), in favore di una concezione più classica e tradizionale da applicare all'erede della Dedra; che al di là della veneranda età del progetto, si poteva ancora considerare a tutti gli effetti una ricca fonte di mercato per la casa torinese nell'ottica delle grandi auto. Così, nel 1999 venne lanciata la Lybra, disponibile sin da subito nelle declinazioni berlina e SW; che con linee austere ed attente a richiami Lancia del passato fece registrare nel primo periodo di commercializzazione un interessante andamento nelle vendite (in modo particolare come vettura aziendale), per poi finire dimenticata dalla clientela a causa di un mancato aggiornamento stilistico e tecnologico, che ne avrebbe prolungato sicuramente la carriera.

Poi, nel 2002, fecero il loro esordio la monovolume Phedra (lussuosa erede della Lancia Z nonché cugina della Fiat Ulysse) e la Thesis, ovvero un'ammiraglia con grandi ambizioni stilistiche, finiture di qualità e ottime motorizzazioni (come il 2.4 JTD a gasolio da 150 CV e il 3.0 V6 215 CV di origine Alfa Romeo Busso) che, sviluppata a partire da un pianale inedito derivato dalla concept car Dialogos, fece registrare una fredda accoglienza da parte del pubblico, pur restando a listino sino all'estate del 2009, principalmente per via di una linea considerata troppo voluminosa e in totale stile rétro; che ad ogni modo si rivelò vincente sotto il profilo della rappresentanza, visto e considerato che l'auto fu tra le più utilizzate dagli esponenti delle istituzioni dello Stato Italiano, come il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Archiviata la parentesi rivelatasi poco appagante dell'ammiraglia, arrivarono in vendita due modelli in grado di rinsaldare l'immagine del brand; infatti, al Salone dell'automobile di Ginevra dell'anno 2003 venne presentata con grande interesse tra i visitatori la seconda generazione della Ypsilon, in grado di bissare il successo commerciale della prima serie, soprattutto sulla base alle prestanti motorizzazioni Fiat 1.3 JTD a gasolio e benzina Fire 1.2 e 1.4, che si dimostreranno azzeccate pure sulle innumerevoli versioni speciali di questa city car, tra cui la MomoDesign e la Moda Milano. E a seguire, nella seconda metà del 2004 farà il suo debutto ufficiale la monovolume compatta Musa, che derivata dal pianale della Fiat Idea si dimostrerà per un lunghissimo periodo di tempo la più venduta in Italia nel suo segmento; specie dopo il restyling del 2007, con il quale si perfezionarono le linee della carrozzeria ma anche degli allestimenti interni, curati nei minimi dettagli e apprezzabili da una certa clientela al femminile. In più, altro vanto a favore del successo di questa autovettura presso il pubblico fu l'introduzione, a partire dal 2009, della cosiddetta versione 1.4 benzina GPL EcoChic, adottata in seguito pure sulla Ypsilon.

Tuttavia, a causa dei pochi investimenti effettuati nell'ottica delle grandi auto, ma anche dello scarso appeal sportivo dei nuovi modelli, il marchio Lancia continuò in questo periodo a registrare delle difficoltà (il fenomeno si renderà ancor più evidente con l'uscita di scena della Lybra nel 2005, che di fatto determinerà ancora oggi un vuoto incolmabile nella gamma). Così, all'indomani della messa in commercio di Ypsilon e Musa, ma ancor di più in virtù delle richieste fattesi sempre più pressanti degli appassionati, furono ripresi in questi anni, presso il Centro stile di Mirafiori, alcuni studi destinati alla realizzazione di vetture con un minimo di contenuto sportivo. Il primo di essi fu quello di un remake in chiave moderna della Fulvia Coupé, sfruttando come base la concept car di Flavio Manzoni esposta al Salone di Francoforte nel 2003. Mentre il secondo fu quello della cosiddetta Delta HPE, mostrata per la prima volta al pubblico in occasione della 63ª edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia con il compito di anticipare linee e impostazione della terza generazione della Delta.


La Lancia Delta (2008)
Se il progetto della Fulvia Coupé non si concretizzerà mai per via di una serie di problemi tecnico strutturali affiancati anche dal rischio conclamato di ottenere da essa una scarsa resa economica (del resto il Gruppo Fiat non voleva rimetterci nell'investimento come era accaduto in parte con la Thesis), quello della Delta si realizzerà solamente al Salone di Ginevra del 2008, ormai a nove anni esatti dall'uscita di produzione della seconda serie.

Con la presentazione della nuova generazione della Delta Lancia ha segnato una tappa fondamentale nello sviluppo della sua filosofia di concepire l'auto. Il corpo esterno di questa vettura si è infatti distinto dalle rivali per l'originalità e il design molto ricercato e "personale" della carrozzeria; mentre gli interni per il buon rendimento dell'abitabilità e dei contenuti tecnologici. Con tale modello la casa ha portato in dote delle motorizzazioni Fiat davvero all'avanguardia, tra cui: il 2.0 Multijet a gasolio da 16 valvole e il benzina 1.4 Turbojet sempre da 16 valvole (quest'ultimo fornito in seguito anche nella versione a doppia alimentazione EcoChic benzina GPL). Dal 2010, inoltre, la Delta è stata la prima auto al mondo ad essere prodotta in serie con una verniciatura opaca per l'intera carrozzeria. Questa soluzione è stata sperimentata già in passato dalla Lancia per alcuni esemplari limitati della Ypsilon e con la Delta si è deciso di renderla definitiva in una versione a lei dedicata la Lancia Delta Hardblack.

L'accordo del 2009 tra Fiat Group e Chrysler Group ha permesso al marchio Lancia un consistente allargamento della gamma e della rete di vendita in Europa. Dal 2011 infatti, la gamma Lancia viene coordinata a quella Chrysler, e il marchio statunitense ritirato dal mercato europeo con la sola eccezione dei paesi anglosassoni. In questo modo, tutta la rete di vendita e assistenza Chrysler passa sotto il controllo Lancia, pur continuando la vendita dei modelli a denominazione Jeep.

L'integrazione con Chrysler ha permesso altresì alla Lancia di rinnovare nel breve termine, tra il 2011 e il 2012, la gamma nell'ottica delle grandi auto: con la presentazione della seconda generazione della Thema (che ha sostituito la Thesis), della monovolume Voyager (che ha preso il posto della Phedra) e di una cabriolet di fascia medio-alta, la Flavia. Nel contempo, si è consolidata la presenza del brand nel segmento delle city car, con il debutto della nuova Ypsilon a cinque porte, stretta cugina della Fiat 500 del 2007, nonché della terza generazione della Fiat Panda.

Tuttavia, dallo stesso 2011, è da registrare l'inizio dell'abbattimento dell'ultima sezione dell'ex stabilimento Lancia di Borgo san Paolo a Torino (tra via Monginevro, via Caraglio, via Lancia e via Issiglio), che insieme al Grattacielo Lancia fu la sede storica della casa a partire dai primi anni dell'azienda, fino alla fine degli anni ottanta, quando anche i reparti di progettazione e sperimentazione furono trasferiti negli stabilimenti Fiat. Il complesso, che da tempo non era più sede produttiva, aveva ospitato il museo Lancia (che ad oggi non ha trovato ancora una nuova collocazione) e i dipendenti della Fiat GSA (Gestione Software Applicativo), divenuta poi Globalvalue (joint venture tra Fiat ed IBM). L'intera area era stata venduta da Fiat nel 2007 ad una società immobiliare, che ha costruito un'ampia zona residenziale e commerciale.

A Giugno 2014, conseguentemente allo scarso gradimento registrato nei paesi europei dei modelli di origine Chrysler (Flavia, Thema, Voyager), nonché nell’ottica di un piano di riorganizzazione del Gruppo FCA, è stata comunicata l’intenzione di ritirare progressivamente dai mercati tutti i modelli Lancia con la sola eccezione della Ypsilon. Nel contempo nei piani aziendali non è finora contemplata l’idea di porre in gamma un nuovo modello a marchio Lancia almeno fino al 2018. Dal mese di maggio 2017, in attesa di auspicabili sviluppi, l’unico mercato di riferimento del brand resta solo quello italiano.

Commenti

  1. secondo me l'errore è partito dalla Lancia Libra che hanno fatto un bruttissimo modello come erede della K... l'altro errore è fare una inutile Lancia Z (in pratica una bellissima Lancia K coupè)... altro errore è di rimarchiare la crysler 300c x un thema... l'altro errore è fare l'attuale Y barrocca sul pianale della 500 che appare goffissima e bruttina....
    per ripartire il marchio bisogna partire dalla Stratos nei rally.... per poi produrre la delta integrale su base Giulia, il ritorno della K su base della Tipo, ecc....

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    1. anche di auto non capisci nulla VOTO 0
      Lybra ha sostituito la Dedra, mentre la K ha sostituito la Thema e la Thesis ha sostituito la K. Lancia Z una Lancia K coupé??????????????
      La K essendo un ammiraglia è un po dura usare il pianale della Tipo

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    2. guarda che le vicende storiche non sono un opinione

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    3. scusami anonimo.... ho fatto un pò di confusione modelli....
      pensavo ke si chiamasse Z la k coupè....
      ero convinto ke la libra prendesse il posto della k... invece prendeva il posto della dedra dopo aver consultato wikipedia.... pardon per gli errori...
      cmq l'errore è della casa lanciare un modello e lasciarla andare senza seguirla, senza innovarla come sta facendo adesso con la 500x....
      è un problema di mentalità del marketing di investire poco durante la carriera automobilistica.... l'altro grave errore è lo stile barocco adottato negli ultimi modelli: thesis, delta, y....
      e vorrei tanto sapere il perchè dello stile barocco... per differenziare dalla concorrenza?? con quel cavolo di stile??? mah... designer da confinare in africa....

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    4. La Z era il monovolume sostituito dalla Phedra. Più che errore di stile parlerei di ignoranza nell'apprezzare opere d'arte su ruote in favore di anonime e tristi tedesche che possono disegnare anche i bambini. Lancia è stata uccisa dagli Italiani in primis che l'hanno sempre disprezzata, e ora sono tutti Lancisti che danno del menefreghisti a manager che sono sempre stati Lancisti

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    5. auto come Lybra, Thesis...era ottime auto con stile ed erano ottime auto degne del nome Lancia che non avevano nulla da invidiare a nessuno

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    6. Secondo me è stato principalmente un errore di stile. Mettete a confronto il muso della Thema anni 90 (classe, stile, personalità) con il muso insignificante della sostituta K. Poi han fatto la thesis che aveva uno stile troppo particolare per piacere a tutti. E anche la lybra secondo me aveva quel muso che non era né carne né pesce. Per me la Chrysler 200 sarebbe stata un'ottima nuova berlina Lancia, invece di interrompere la produzione potevano provare a proporla in Europa col marchio italiano. Ma forse sarebbe costato troppo. E poi Lancia in Europa ormai è defunta.

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    7. @anonimo del 11:33
      Lancia non è stata uccisa dagli "italiani menefreghisti" ma dalla dirigenza e marketing sprovveduti perché storicamente le lancia erano delle auto sportive visto che partecipavano alle gare rally non potevano trasformare delle mercedes italiane con quello stupido stile barocco.... Loro dovevano continuare a fare auro sportive con un pizzico di eleganza come le mercedes di adesso... Ma se loro hanno proposto un ammiraglia thesys con uno stile particolare fin troppo retro è ovvio che hanno prodotto in perdita....
      L'hanno uccisa anche pperché non avevano contenuti tecnologici come sta facendo adesso con la fiat che propone auto tecnologicamente inferiori rispetto alla concorrenza.... Quindi non è colpa degli italiani ma della dirigenza.... Hanno sbagliato sul design e sulla tecnologia offerta perché purtroppo anche l'occhio vuole la sua parte.... Siamo parlando di auto e non di opere d'arte da esposizione come la concept fulvia....
      Altrimenti producessero limousine di lusso per gli sceicchi da competere con le rolls royce e bentley grazie allo stile artistico

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    8. Lancia è sempre stato un marchio che ha puntato al lusso oltre alle corse. Se a te non piacevano non vuol dire che hanno voluto uccidere Lancia. Gli Italiani è da una vita che sono esterofili e dopo la Thema hanno sempre guardato le tedesche

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    9. è sempre bello vedere gente che interviene dicendo la sua ma conosce neanche i modelli e quindi non sa di cosa parla

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  2. Signori, non stupiamoci. Per restare sul mercato ci vogliono molti fattori. Stile, qualità, tenacia, strategie commerciali. Lancia ai tempi dell’acquisto da parte di Fiat era un marchio estremamente nobile e blasonato ma per nulla remunerativo. Tutto partì coi migliori auspici e si fecero tante grandi cose a partire dagli strepitosi risultati nei rally. Fino alla prima fantastica Delta tutto bene. Anche con Thema si riuscì a produrre un’auto eccellente nonostante parti comune con la Croma (il progetto nasceva come auto di lusso) e grazie al genio di Ghidella si conquistò pure l’Europa (quardate le percentuali di vendita europee di Fiat rispetto a VW del 1985 e rimarrete a bocca aperta). Poi arrivò Romiti, i pianali condivisi Tipo 2, La Dedra e la Delta2 (e la 155) fatte in con i pezzi della Tempra e della Tipo, lo Studio IDEA a disegnare auto orribili. L’economia di scala a dettare legge e l’impoverimento del prodotto. Col passare del tempo tutto è scivolato verso il basso. Così le Lancia (e le Alfa) sono diventate delle Fiat ricarrozzate. Un marchio popolare non può proporre auto popolari abbellite e mettergli marchi nobili sul cofano. Anche Ford provò a fare la Jaguar X-type sulla Mondeo. E fu un disastro. Normale che si faccia la stessa fine. Resta solo la Y perché è quella più vicina alla Panda, la più economica in un mercato povero che vuol fare il figo come quello italiano. Solo con un rilancio drastico e costosissimo come quello fatto con Giulia e Stelvio si potrebbe pensare di fare qualcosa. Ma deve valerne la pena. Il richiamo del nome Lancia è limitato alla sola Italia con un po’ di Europa fra cui Svizzera e Francia. Extra continente non sanno nulla. Quindi mettiamoci il cuore in pace con la povera Lancia ed incrociamo le dita per Alfa, che se va male lei sono proprio cazzi amari.

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    1. concordo in tutto Paolo B! bravo!
      vallo a dire a quell' anonimo che dà dell' ignorante nell'apprezzare opere d'arte su ruote.....
      le lancia dovevano essere delle mercedes italiane... non delle opere d'arte su 4 ruote da esposizione salotto o musei....
      Altrimenti facessero delle limousine da lusso da competere con rolls royce e bentley da vendere ai sceicchi esperti d'arte.....
      Un tempo le lancia erano auto sportive e di lusso e sono ridotti a fare la thesys, lybra, delta e ypsillon con stili inadeguati per un auto....

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    2. Franck Di Di non sai neanche che auto faceva Lancia e parli? neghi che gli Italiani sono esterofili e che le Lancia non avevano nulla da invidiare a merde tedesche?? va bene chiudiamola, poi passiamo a Fiat e Alfa e compriamo merda tedesca

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    3. se fosse stato più amato dalla gente ci avrebbero pensato due volte a rendere Lancia in questo modo

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    4. adesso non neghiamo che Lancia è stata snobbata per anni perchè sarebbe una bugia. Le aziende sono condizionate dal mercato. Se Lancia fosse stata più volte perché la gente l'avesse apprezzata e non snobbata non saremmo a questo punto. L'unico errore fatto è stato rimarchiare quelle merde di auto americane. Lo stile era quello tipico Lancia, se conoscete la sua storia gli ultimi modelli, Ypsilon compresa, hanno il design delle Lancia d'epoca

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    5. @ anonimo del 18:01... io conosco i modelli lancia... ho solo sbagliato sulla storiografia modelli.... ma i modelli li conosco...
      fino agli anni 90 le lancia erano belle e apprezzate dagli italiani e quindi avevano discreto successo... ma con lo stile barrocco della thesys, lybra, delta e Y siamo tornati agli anni 60 e per questo la gente non piace... e per questo non hanno avuto successo superato.... l'errore è stato nel tornare indietro con lo stile retrò-moderno (il barrocco del cazer).... per forza poi la gente compra estero per avere un auto da uno stile moderno e ricercato e con la tecnologia adeguata nel tempo (i led per primo...)
      colpa della dirigenza, del marketing e dei designer stravaganti....
      Adesso nessuno comprerebbe un auto nuova con uno stile particolare per fare "arte su 4 ruote"... non è questione di ignoranza dell' arte...
      le auto sono fatte per circolare non per fare arte...

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    6. studiati un po il design che di opere d arte su ruote ce ne sono tantissime. Infatto ci sono premi al design.

      Gli Italiani amano Mercedes Audi e BMW, di Italiano amano Alfa e Maserati, mentre Lancia è sempre stata snobbata e non più amata come dice giustamente il post. non arrampichiamoci sui vetri

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    7. veramente non conosci i nomi e le categorie delle vecchie Lancia e vieni a fare la morale

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    8. Guarda Alfred sei te che fai la morale su questo gruppo e attacchi chi ha opinioni divetse dalla tua... Non capisco di auto?? Parli proprio tu che fai l'esperto d'arte su 4 ruote che ha portato all'azzeramento di una gamma ridotta ad una sola Y....
      Ps: contano i premi al design o le vendite????
      Vedo che con i premi al design barocco ha portato lancia al quasi fallimento... Contento dei premi???? Bravoh

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  3. Se con Alfa, marchio che gode tuttora di fama e ammirazione, hanno fatto 2 auto bellissime ma che purtroppo vendono poche migliaia di unità al mese, pur avendo un bacino di mercati che arriva fin negli USA.. Figuriamoci se fanno qualcosa con Lancia, un marchio sconosciuto e defunto oltre i confini nazionali

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    1. quindi chiudiamo Lancia, poi Fiat e Alfa o la vendiamo o la chiudiamo. Non ci stanno neanche provando a rilanciare la Lancia, state solo credendo alla favola che vi raccontano per liberarsi di un marchio su cuoi non vogliono investire

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    2. Nessuna favola anonimo. Ma legge di mercato. Le Alfa le comprano mica solo gli appassionati d’auto italiane come noi. Ma chi ne vede un prodotto interessante e ben fatto. Se una casa non riesce a fare buoni prodotti non vende… poi il discorso degli esterofili lascia il tempo che trova. E’ sui mercati internazionali che si fanno i numeri, non solo in Italia. Ed Alfa sta vendendo davvero poco per lo sforzo che ha fatto! Per questo dico che deve insistere ossessivamente per promuovere e migliorare sia Giulia che Stelvio. Ossessivamente! Come hanno fatto e fanno i tedeschi. Altrimenti ogni investimento va a farsi benedire. Ed i marchi chiudono!

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