Alfa Romeo 156: l'auto del Biscione di grande successo


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L'Alfa Romeo 156 è una berlina di segmento D prodotta dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo dal 1997 al 2005. Venne sostituita nel 2005 dalla Alfa 159 e fu commercializzata anche nelle versioni Sportwagon (2000-2006) e Crosswagon (2003-2007).
Per qualche appassionato del marchio, nei primi anni novanta l'Alfa 155 aveva in qualche modo minato la reputazione della casa del biscione per quel che doveva essere l'aspetto dinamico di una vettura di Arese. La 155 veniva rimproverata, in particolare, di aver completamente abbandonato la trazione posteriore, e per abbracciare una condivisione di parti meccaniche derivate dal gruppo Fiat.

Il Gruppo Fiat cercò allora di realizzare una sostituta della 155 che potesse ritrovare quelle caratteristiche dinamiche che gli alfisti chiedevano. Niente ritorno della trazione posteriore, comunque, ma certo una vettura che potesse diversificarsi e non poco dalle altre auto medie del gruppo. Si decise di partire dal pianale Tipo II, ma di modificare molte parti in modo da ottenere una massa inferiore (struttura plancia in magnesio) e un comportamento dinamico superiore con sospensioni indipendenti posteriori. Si arrivò, quindi, a definire il pianale Tipo II rev 3 da condividere con la più piccola 147, la GT e, con sospensioni differenti sia anteriori che posteriori, anche con la Lancia Lybra, che rimarrà nel tempo un'esclusiva Alfa Romeo. Una piattaforma dotata di sospensioni inedite a quattro ruote indipendenti, del tipo a quadrilatero alto all'anteriore e "MacPherson evoluto" al posteriore. Lo schema a quadrilatero alto riproduce il classico schema a quadrilatero, ma è adatto ad essere ospitato in telai originariamente concepiti per ospitare motori a disposizione trasversale ed il solo MacPherson all'anteriore a causa dei minori ingombri trasversali. Questo fu il compromesso trovato dal gruppo Fiat, nella speranza di poter tornare a soddisfare quelle che erano le richieste di un mercato molto esigente quale quello che sempre si era rivolto alle vetture Alfa Romeo.

Fu sotto queste linee guida che al Salone di Francoforte del 1997 venne presentata la nuova berlina di segmento D di Arese, la quale ottenne subito un enorme numero di consensi sia da parte degli appassionati del marchio, sia da parte delle riviste specializzate. A riprova di questo, i numeri di vendita sopra ogni aspettativa (90 000 ordini solo nei primi 4 mesi di commercializzazione) e il titolo di Auto dell'anno 1998. Solo nel 2000 verrà poi lanciata la versione familiare della 156, denominata Sportwagon.

La Alfa Romeo 156 è stata utilizzata come gazzella dall'Arma dei Carabinieri, rimpiazzata poi dall'Alfa Romeo 159.
La 156 è un'auto caratterizzata da una linea particolarmente armoniosa e al tempo stesso aggressiva, che porta la firma di Walter de Silva. La vettura abbandona completamente lo stile spigoloso e a cuneo della 155, in favore di una linea più dolce composta da linee tese e raccordi ad ampio raggio. Una caratteristica particolare è data poi dallo spostamento delle maniglie delle portiere posteriori in una posizione integrata con i finestrini laterali, tale da renderne difficile l'individuazione ad un primo sguardo.

Anche gli interni portano in dote la stessa evoluzione stilistica degli esterni: linee molto morbide caratterizzano l'intera plancia e due grandi elementi circolari costituiscono il cruscotto di fronte al pilota. Tre piccoli strumenti circolari presenti sulla plancia centrale seguono la tradizione della casa. Il volante, inedito, incorpora l'airbag (fino a quel momento di serie solo sulla più lussuosa 164) e, in optional, può avere la corona in radica.

L'ultimo modello della prima serie fu la Limited Edition che si distingueva, oltre che per il particolare colore grigio/azzurro metallizzato, anche per l'interno in pelle nera MOMO, volante e pomello cambio in pelle, strumentazione con fondini neri e cifre arancio, console in carbon look, minigonne e cerchi da 16" a motivi lenticolari (gli stessi del pack sport) con pneumatici 205/55 R16. È stata prodotta solo nelle motorizzazioni 1,9Jtd e 1,8 TS nel 2001.

Commenti

  1. A proposito della 156, di cui in famiglia siamo stati felici possessori, volevo chiederti se la campagna pubblicitaria particolarmente suggestiva e massiccia del lancio della 156, con l'auto che scivolava sui canali di Venezia ghiacciati, non stride con la scarsissima e opaca campagna di lancio della Giulia, con uno spot sulle solite tedesche a dir poco grigio per non dire di cattivo gusto. Io penso che il marketing di Fca non è più quello di una volta, con una campagna televisiva più incisiva e iconica la Giulia avrebbe avuto un riscontro, soprattutto in Europa, molto superiore. L'ultimo spot veramente iconico che mi viene in mente fu quello del lancio della 500 nel 2007, dove si identificava l'auto con la storia di un intero paese. Ad oggi la maggior parte delle persone ignora che Giulia è a trazione posteriore, e la raffinatezza del suo pianale più leggero dei concorrenti. Cosa ne pensi?

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