Dalla Fiat Tipo del 1988 alla Tipo 2016



La Fiat Tipo era un auto di segmento C prodotta dalla FIAT dal 1988 al 1995. Voluta dall'allora amministratore delegato Vittorio Ghidella come erede della Fiat Ritmo, il progetto interno la identificava come Tipo Due, per indicare una collocazione a metà strada tra la Tipo Uno (Fiat Uno) e la Tipo Tre (Fiat Tempra). Il numero del modello è 160. La Fiat Tipo è stata Auto dell'anno nel 1989 per le sue innovazioni tecnologiche.
Presentata al pubblico il 26 gennaio del 1988, in tutte e dieci le versioni in cui fu prodotta, veniva assemblata nello stabilimento Fiat di Cassino, capace di consentire la produzione di mille vetture al giorno attraverso una tecnologia allo stato dell'arte dell'epoca per macchinari di lavorazione e materiali usati per la costruzione delle auto.
Soltanto dal 1989 al 1990 pochi esemplari sono stati prodotti anche nello Stabilimento Alfa
Romeo di Pomigliano d'Arco (Napoli) per garantire un adeguato livello occupazionale. Gli esemplari per il mercato sudamericano sono stati invece prodotti nello stabilimento di Betim, in Brasile.
Dopo una prima rivisitazione meccanica ed estetica, principalmente nel frontale e negli interni nel marzo 1993, quando vengono introdotte molte migliorie soprattutto sotto il profilo della sicurezza automobilistica, nella tarda estate del 1995 la Tipo è stata sostituita dalla Fiat Bravo/Brava, rimanendo in produzione per poco tempo ancora solo per il mercato brasiliano.
La Tipo è stata la prima Fiat di grande serie ad adottare la carrozzeria completamente zincata. Fra i punti di forza della Tipo vi erano la versatilità di impiego, lo spazio interno in rapporto alle dimensioni esterne, ed un'impostazione stilistica semplice ed allo stesso tempo molto innovativa per l'epoca, caratterizzata dalla presenza di linee slanciate, dall'ampia vetratura e da altri particolari legati ad esigenze di tipo funzionale.
Il portellone posteriore era realizzato in vetroresina per poterlo sagomare a piacimento, molto arrotondato per i tempi e con conseguente diminuzione di peso. Il suo disegno, assieme agli smussi degli spigoli e alle rotondità contribuisce all'efficienza aerodinamica della vettura. Nella classica conformazione berlina a 5 porte la Tipo aveva l'abitacolo più ampio della sua classe ed un capiente bagagliaio (350 dm3), e, soprattutto, una migliore qualità di costruzione e una forma ben differente dallo stile europeo offerto dalle dirette concorrenti del periodo.
Il progetto della Tipo, con il suo innovativo telaio modulare, ha dato la sua base ad altri modelli del Gruppo Fiat, come la Fiat Tempra e Coupé, la Lancia Dedra e Delta seconda serie e le Alfa Romeo 155, 145, 146, Spider e GTV (916), ed ancora altri con modifiche più pesanti. Il pianale è stato apprezzato per la buona rigidità, che offriva una maggiore stabilità rispetto alla Ritmo.

La Fiat Tipo inizialmente fu offerta con 3 motorizzazioni benzina e 2 Diesel; il 1.1 fire, il 1.4 e il 1.6 benzina avevano alimentazione a carburatore. Le motorizzazioni a gasolio comprendevano un 1.7 diesel e un 1.9 diesel con turbo e intercooler da 90 cavalli e 186 nm di coppia disponibili già a 2400 giri. Questo motore era uno dei più potenti della categoria: per questo motivo la Turbodiesel, denominata fino al 1991 T.ds, era presentata dalla Fiat come la versione più sportiva delle gamma Tipo; era inoltre l'unica versione che montava il paraurti anteriore a bocca ampia e l'unica a poter montare i fendinebbia a richiesta. La T.ds era, almeno nel primo periodo di commercializzazione, l'unica versione che poteva montare, a richiesta, l'ABS a quattro canali.
Nel 1989 fu proposta anche la motorizzazione 1.8 i.e. ad iniezione elettronica multipoint, con doppio albero a camme in testa e testata a quattro valvole per cilindro da 136 cavalli. Questa motorizzazione andava ad equipaggiare la versione sportiva della gamma Tipo, la i.e. 16v: inoltre fu disponibile, col vestito della i.e. 16v, anche la versione speciale "T.ds X" . L'anno seguente, nel 1990, si aggiunsero anche la versione ad otto valvole del 1.8 i.e. (110 cavalli) ed il 2.0 i.e. ad otto valvole, sempre bialbero e con iniezione elettronica multipoint da 113 cavalli. In quello stesso anno debuttarono inoltre la 1.9 diesel con 65 CV (disponibile nella sola versione DGT), la Selecta, equipaggiata con il cambio CVT a variazione continua dei rapporti e motorizzata dal 1.4 e dal 1.6, e delle versioni Granturismo, dall'allestimento più sportivo, disponibile nelle versioni 1.8 e 2.0 8v e T.ds. Abbiamo poi l'introduzione dell'AGT, cioè una DGT con strumentazione analogica (ovviamente sulla targhetta sul parafango c'era la scritta AGT), per accontentare la clientela più tradizionalista che non gradiva la strumentazione digitale ma non voleva passare alle scarne versioni Base per avere la classica strumentazione a lancette, oltre ad essere meno completa sulle stesse.
Il 1991 fu invece l'anno della 2.0 i.e. 16v, meglio nota come Sedicivalvole o Duemilasedici, nuova versione sportiva della gamma che ereditava interamente la veste estetica della i.e. 16v, ad eccezione del volante, della calandra e dei cerchi in lega.
Sotto il profilo della sicurezza la Tipo era dotata fin dall'origine di poggiatesta anteriori, cinture di sicurezza anteriori e posteriori, barre antintrusione nelle porte anteriori, longheroni del motore a deformazione programmata e ABS (a due o quattro canali) a richiesta su quasi tutte le versioni e di serie sulla 2.0 16v.
Al lancio sul mercato, la Tipo era disponibile in due allestimenti, Base e Digit; tuttavia, per evitare problemi con Citroën, che in listino aveva una versione della Citroën BX chiamata Digit, la Fiat scelse di cambiare la denominazione dell'allestimento della propria media in DGT. Per quello che riguardava le dotazioni, già dalla versione Base erano offerti di serie accessori come tergilunotto, lunotto termico, tergicristalli a quattro velocità, predisposizione audio e fari alogeni. Le versioni DGT aggiungevano a queste dotazioni alzacristalli elettrici anteriori, chiusura centralizzata, volante regolabile in altezza, interni più rifiniti ed in velluto, parte inferiore dei paraurti verniciata in tinta con la carrozzeria e frecce anteriori bianche. Caratteristica di questo allestimento era la strumentazione digitale a cristalli liquidi con regolazione dell'illuminazione e check panel. La T.ds era anch'essa basata sull'allestimento DGT, rispetto al quale montava in più i freni a tamburo posteriori maggiorati ed il servosterzo.
Nel 1991 ci fu un aggiornamento della gamma, con l'eliminazione della motorizzazione Fire 1.1; gli allestimenti divennero Base (immutato rispetto al 1988), S (simile all'AGT ma con la strumentazione semplificata della Base), SX (analogo alle DGT ma con la possibilità di scegliere senza sovrapprezzo se equipaggiare la propria vettura con la strumentazione analogica o con quella digitale) e GT (identico alle SX e riservato alle motorizzazioni più potenti). Tutte le versioni riportavano ora l'indicazione della cilindrata sul portellone posteriore.

Nella primavera del 1993 fu messa in vendita la seconda serie della Tipo che condivideva parte dei motori con la serie precedente, però aggiornati e rivisti in ossequio alla normativa anti-inquinamento Euro I. La nuova Tipo introduceva nuove finiture, particolarmente curate negli allestimenti superiori come la HSD, e nuovi interni, con una plancia più arrotondata ed i pannelli porta della Fiat Tempra. All'esterno furono adottati fari e calandra arrotondati e più sottili; la calandra aveva il logo Fiat di dimensioni ridotte sulla parte superiore ed una presa d'aria su quella inferiore.
La nuova Tipo fu rivista principalmente sotto il punto di vista della sicurezza automobilistica, con l'adozione di nuove barre anti-intrusione nelle porte, più robuste e con doppio elemento tubolare di acciaio altoresistenziale, e di una cellula dell'abitacolo irrobustita attraverso rinforzi nei montanti anteriori e centrali, nei longheroni sottoporta e nella paratia tra vano motore e abitacolo. Inoltre erano presenti volante ad assorbimento d'urto a quattro razze in materiale morbido ed ergonomico, plancia in plastica con schiumatura interna per una maggiore protezione in caso di urti. Disponibili come optional per tutti i modelli e di serie su alcuni: Airbag, pretensionatori cinture anteriori, e ABS con quattro freni a disco.
Oltre alla sola versione 5 porte commercializzata finora, venne introdotta la versione tre porte, più sportiva e con le cornici lato finestrino nere lucide di serie, Tutte le versioni 3 porte, indipendentemente dall'allestimento, disponevano di alzacristalli elettrici.
La sicurezza della Tipo fu curata maggiormente nel 1994 con l'introduzione dell'allestimento HSD (High Safety Drive), che comprendeva ABS a quattro canali, airbag lato guida, pretensionatori per le cinture di sicurezza anteriori, poggiatesta posteriori, correttore dell'assetto dei fari ed Interruttore inerziale.



La Fiat Tipo 2016 si presenta come una famiglia articolata in tre versioni. La prima ad arrivare (dicembre 2015 - Italia poi nel resto d'Europa) è la Sedan (foto sopra) e a marzo 2016, al Salone di Ginevra, sarà presentata in versione station wagon e cinque porte.
Fiat ha scelto per questo modello un nome storico, TIPO, per tutti i mercati dell'area EMEA, a eccezione della Turchia dove il nome del progetto ha riscosso un tale successo che ha suggerito di mantenere la stessa denominazione anche per la vettura: Aegea. Un nome simbolico utilizzato da Fiat fin dagli albori della sua storia secolare e che oggi torna su un modello globale per affrontare le sfide del futuro. Con la vecchia Tipo, condivide lo spazio, la praticità e il suo essere economica.
La Fiat TIPO è una vettura quattro porte completamente nuova, concepita fin dall'inizio come berlina a tre volumi, secondo il concetto "Born to be Sedan", che permette di esaltare le forme
bilanciate del design italiano garantendo personalità e stile, senza compromessi sulla funzionalità.
Nasce così un'auto funzionale che massimizza il "value for money", elemento cruciale nella strategia della famiglia funzionale Fiat, concentrandosi su ciò che il cliente considera realmente di valore, attraverso  una gamma semplice e un'offerta commerciale trasparente. A equipaggiarla propulsori affidabili, prestazionali ed economici: due turbodiesel Multijet II e due motori a benzina, con cambio manuale o automatico, e potenze comprese tra 95 e 120 CV.

















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